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Studio Fusco

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Bilancio d'esercizio: il calendario che conviene rispettare

Dalla bozza alla convocazione dell'assemblea, dal deposito in Camera di Commercio ai termini per il maggior termine dei 180 giorni: una mappa dei passaggi.

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Il bilancio d'esercizio non è un documento che si produce in una settimana. È il punto di arrivo di dodici mesi di scritture e, quando le scritture sono state tenute bene, la chiusura diventa un lavoro di verifica invece che di ricostruzione.

I termini

L'articolo 2364 del codice civile prevede che l'assemblea per l'approvazione del bilancio sia convocata entro centoventi giorni dalla chiusura dell'esercizio sociale. Lo statuto può prevedere un termine maggiore, comunque non superiore a centottanta giorni, nei casi di società tenute alla redazione del bilancio consolidato oppure quando lo richiedono particolari esigenze relative alla struttura e all'oggetto della società.

Attenzione: il maggior termine non è una facoltà da esercitare a piacere. Va previsto dallo statuto e le ragioni vanno segnalate dagli amministratori nella relazione sulla gestione o nella nota integrativa.

La sequenza dei passaggi

  1. Chiusura delle scritture e riconciliazione di banche, clienti, fornitori e magazzino.
  2. Redazione del progetto di bilancio da parte dell'organo amministrativo.
  3. Trasmissione all'organo di controllo e al revisore, se nominati, nei termini di legge.
  4. Convocazione dell'assemblea nelle forme previste dallo statuto.
  5. Approvazione e destinazione del risultato d'esercizio.
  6. Deposito al Registro delle Imprese entro trenta giorni dall'approvazione.

Gli errori che vediamo più spesso

  • Rinviare la riconciliazione del magazzino a dopo la bozza: è la voce che più frequentemente ribalta il risultato.
  • Dimenticare la nota integrativa in formato XBRL quando dovuta, con conseguente sospensione della pratica di deposito.
  • Trattare la destinazione dell'utile come una formalità, quando invece incide su riserve, patrimonio netto e su ciò che la banca leggerà nei prossimi dodici mesi.

Un consiglio pratico

Fissare una "chiusura di prova" a novembre, sui dati dei primi dieci mesi, cambia radicalmente il mese di marzo. Emergono in anticipo le poste da sistemare e restano settimane per intervenire, invece che giorni.

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