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Studio Fusco

Adempimenti1 min di lettura

Fattura elettronica: cinque errori che continuiamo a vedere

Codici destinatario sbagliati, note di variazione tardive, autofatture dimenticate. Una rassegna degli scivoloni più costosi e di come evitarli.

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A diversi anni dall'obbligo generalizzato, la fatturazione elettronica via Sistema di Interscambio è entrata nelle abitudini. Restano però alcuni errori che si ripetono con regolarità e che, quasi sempre, costano più tempo di quanto sarebbe servito a evitarli.

1. Codice destinatario e PEC trattati come sinonimi

Sono due canali alternativi. Se il cliente comunica un codice destinatario, quello va usato; se comunica una PEC, il campo del codice va valorizzato con il codice convenzionale a sette zeri. Usarli insieme, o usare il codice sbagliato, genera scarti o consegne "in area riservata" di cui il cliente non si accorge.

2. Note di variazione emesse fuori termine

La nota di credito che riduce l'imponibile e l'imposta ha termini precisi, legati al presupposto che la giustifica. Rinviarla "al prossimo giro" è il modo più semplice per perdere il diritto alla detrazione.

3. Integrazioni e autofatture dimenticate

Acquisti intracomunitari, servizi ricevuti da soggetti esteri, operazioni in reverse charge interno: sono operazioni che richiedono un documento specifico, con la corretta tipologia. È il punto su cui, in sede di verifica, i rilievi sono più frequenti.

4. Descrizioni troppo sintetiche

"Prestazione professionale" o "Fornitura materiali" non descrivono nulla. In caso di controllo, una descrizione generica costringe a ricostruire l'operazione con altri documenti, e non sempre ci si riesce.

5. Conservazione data per scontata

L'invio al Sistema di Interscambio non equivale alla conservazione a norma. Occorre un servizio di conservazione digitale attivo e occorre verificare, almeno una volta l'anno, che stia effettivamente prendendo in carico tutti i documenti.

Nessuno di questi punti è complicato. Tutti, però, si scoprono tardi: di solito quando arriva una richiesta di documenti. Vale la pena dedicare mezza giornata l'anno a un controllo sistematico.

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