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Prima di aprire la partita IVA: i conti che vale la pena fare
Punto di pareggio, fabbisogno finanziario, carico fiscale e contributivo. Quattro numeri che dicono, in poche ore, se un'idea sta in piedi.
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Chi apre un'attività chiede quasi sempre la stessa cosa: quale regime conviene. È una domanda legittima ma prematura. Prima di scegliere il regime bisogna sapere se l'attività genera abbastanza margine per esistere.
Il punto di pareggio
Quanto bisogna fatturare perché i ricavi coprano i costi fissi e la parte variabile? È un calcolo che si fa in mezz'ora e che spesso ribalta le aspettative. Il numero che ne esce va poi confrontato con una domanda semplice: quel volume è raggiungibile nel primo anno, con i clienti che si hanno davvero e non con quelli che si spera?
Il fabbisogno di cassa
Il conto economico può essere positivo mentre la cassa è vuota. Fra l'acquisto delle scorte e l'incasso della vendita possono passare mesi, e nel frattempo gli stipendi e i fornitori vanno pagati. Serve una previsione mensile per almeno dodici mesi, con i tempi di incasso realistici, non quelli contrattuali.
Il carico fiscale e contributivo
Va simulato prima, non a consuntivo. In particolare la contribuzione previdenziale: per molte attività è una voce paragonabile all'imposta e, a differenza di questa, in parte dovuta anche in assenza di reddito.
La forma giuridica
Ditta individuale, società di persone, società a responsabilità limitata: la scelta incide su responsabilità patrimoniale, costi di gestione, tassazione e possibilità di far entrare soci. Non esiste una risposta valida sempre; esiste una risposta valida per quel progetto, in quel momento.
Come lavoriamo su questo
Il primo incontro serve a mettere per iscritto i quattro numeri di cui sopra. Se reggono, si passa alla costituzione e alle pratiche. Se non reggono, è un'informazione che vale molto più della pratica che si sarebbe aperta.
