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Studio Fusco

Fisco1 min di lettura

Arriva una verifica fiscale: cosa fare nelle prime ore

Diritti del contribuente, ruolo del professionista, gestione del processo verbale. Un promemoria da tenere a portata di mano.

Una verifica fiscale non è un evento straordinario e non implica, di per sé, che sia stato commesso un errore. È però una situazione in cui i primi comportamenti pesano molto su come andrà a finire.

Le prime cose da fare

Verificare l'autorizzazione. Chi accede deve esibire il foglio di servizio e l'autorizzazione dell'organo competente. È un diritto del contribuente, non una scortesia.

Chiedere l'indicazione dello scopo. Lo Statuto dei diritti del contribuente prevede che al contribuente siano comunicati le ragioni e l'oggetto della verifica.

Avvisare immediatamente il professionista. Il contribuente ha diritto di farsi assistere da un professionista abilitato. È opportuno esercitarlo subito, non dopo qualche giorno.

Durante le operazioni

  • Consegnare quello che viene richiesto, con ordine, tenendo traccia di ogni documento consegnato.
  • Non improvvisare risposte su circostanze che non si ricordano con precisione: una ricostruzione approssimativa finisce a verbale.
  • Chiedere che le proprie osservazioni siano riportate nel processo verbale giornaliero.

Alla chiusura

Al termine delle operazioni viene redatto il processo verbale di constatazione. Da quel momento decorre il termine entro il quale il contribuente può presentare osservazioni e richieste, che l'ufficio deve valutare prima di emettere l'avviso di accertamento.

È la fase più sottovalutata e, spesso, la più utile: una memoria ben costruita può ridurre sensibilmente la pretesa, o evitare del tutto l'atto.

Il nostro ruolo

Lo studio assiste il cliente dall'inizio delle operazioni fino alla eventuale definizione, valutando di volta in volta se convenga l'adesione, l'autotutela o il ricorso. La scelta dipende dal merito dei rilievi, non da una preferenza di principio.

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